Una mostra a Londra su Springsteen dal 12 luglio


La galleria d’arte londinese Proud Chelsea di King’s Road, la cosiddetta “strada del punk” degli anni Settanta, ospiterà  dal 12 al 29 luglio una mostra dedicata a Bruce Springsteen. L’esposizione, intitolata “Springsteen: the turning point 1977 – 1979”, presenta ritratti fotografici scattati da Lynn Goldsmith, celebre fotografa di Detroit, con la quale proprio in quegli anni Bruce faceva coppia fissa. La Lynn, autrice di centinaia di copertine di dischi e di ritratti -dai Beatles ed Elvis, ai Rolling Stones, Bob Marley e Michael Jackson- ha pubblicato nel 2000  lo splendido Access to all areas, un libro di difficile reperibilità con fotografie di Springsteen durante il tour del 1978. La mostra aprirà il prossimo 12 luglio, due giorni prima dello show del Boss all’Hard Rock Calling di Londra ad Hyde Park  e promette anche foto “rare e mai viste”.

Una curiosità: il nome della Lynn è presente nella biografia di Springsteen anche  per un imbarazzante episodio.

Dave Marsh in Born to Run: The Bruce Springsteen Story, (Doubleday, 1979) racconta così l’accaduto:

“Era il trentesimo compleanno di Springsteen, una pietra milia­re nella vita di qualunque rock star, e quello che lui sembrava prendere più seriamente. «Beh, ho più di trent’anni ora», disse, dopo che un’infinita serie di « Buon Compleanno» aveva raggiunto il palco. «Suppongo che non posso più fidarmi di me stesso». L’ironia era ben intenzionata. Eppure, quando qualcuno del pubblico gli passò una torta di com­pleanno, Springsteen impulsivamente la tirò in mezzo alla folla. Quan­do vide le macchie sui vestiti della gente in quella parte della sala, disse con stizza: «Mandatemi il conto della lavanderia». Queste scene anti­patiche non erano da lui. E la serata peggiorò. Anche se Springsteen era riuscito a mante­nere la musica su un livello accettabile, era nervoso. Nel mezzo di Rosalita, cominciò a gesticolare ai ragazzi dei servizio d’ordine, indi­cando qualche disturbo nelle prime file. Ma quando i ragazzi andarono a dare un’occhiata non videro né le risse, né i battibecchi, che pensava­no di trovare. Springsteen li richiamò ancora, ma non riuscirono a trovare niente. Alla fine, Springsteen fece da solo. Saltò giù dal palco e andò nelle prime file. Quando riapparve, stava trascinando per un braccio Lynn Goldsmith. La portò sul palco e urlò al microfono: «Questa è la mia ex-ragazza», poi prese Lynn e la condusse dietro il palco, dove la allon­tanarono energicamente dalla sala.

Nel “backstage”, nessuno sapeva come reagire. Era stata una mossa divertente, o che? Era stato, alla fine, l’atto pubblico più stupido della carriera di Springsteen e quello che, almeno per un istante, rese ipocrita il suo idealismo rock and roll. La Goldsmith stava facendo delle foto, violando il loro patto (in seguito lei dichiarò che Springsteen le aveva soltanto chiesto di non fare le foto dalla buca dei fotografi, proprio davanti al palco, ma questo non è credibile). Ma l’offesa della Goldsmith non era così grave da richiedere una reazione così drastica da parte di Bruce.

Anche se Lynn Goldsmith poteva aspettarsi il trattamento che poi ha ricevuto – se c’è una cosa che Springsteen odia, è l’inganno – questo incidente non è del tutto perdonabile. Forse si poteva conside­rarlo una iper-reazione in una serata in cui lo stress aveva raggiunto punte elevate, ma sarebbe stato ancora più imbarazzante. E sembrava che Springsteen se ne fosse reso conto. Subito dopo, rimase in piedi davanti al microfono, tremando e scuotendo la testa. Clarence.Cle­mons lo guardò con aria interrogativa. «Non lo so», disse Bruce. «Cer­te sere, proprio non lo so… ».

 Poi riattaccò la canzone.

Sorprendentemente, non si parlò molto di quell’incidente negli articoli sui concerti. Non fino al lunedì seguente, quando comparve un articolo sul New York Post che riportava una dichiarazione di Lynn Goldsmith che sembrava avesse intenzione di denunciare Springsteen per umiliazione in pubblico e per “maltrattamenti” nel “backstage”, e di chiedere tre milioni di dollari di danni. Ma non sembrava che potesse avere la meglio in una causa; primo, una buona parte della folla quella notte pensava che lei dovesse sentirsi onorata; secondo, si vedeva chia­ramente nel filmato dello show che Springsteen l’aveva trattata gentil­mente, e che la Goldsmith gli stava ridendo in faccia. In ogni caso, non fu fatta nessuna denuncia.” Anzi…pare siano rimasti in ottimi rapporti.

~ di pinkcadillacmusic su 8 luglio 2012.

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