We Will Rock You di Massimo Cotto: Disponibile anche in e-Book


(…) Quando fui avvicinato dal rock, molti anni fa, fu attraverso la forza della parola, prima ancora che per la meraviglia del suono. E’ il 1978, ho 16 anni. Sono in macchina con amici. Una voce esce dalla radio e mi porta lontano. Non capisco, ma mi affascina e spero non finisca mai di parlare. Racconta di vestiti che svolazzano, di porte che sbattono, di visioni che danzano nel porticato mentre la radio trasmette Roy Orbison; davanti c’è una strada a due corsie che porta lontano, basta seguire la linea di mezzeria. Solo quando parte la musica, capisco che la voce sta giocando con i testi della canzone, sta costruendo una short story che prende l’avvio dalle liriche ma va da un’altra parte.(…)Ed è li, sull’armonica che benedice Thunder road di Bruce Springsteen, che io capisco due cose: che voglio fare questo da grande-essere una voce che racconta- e che la sublime grandezza della musica è raccontare storie.(…) Storie che ti restano dentro per sempre, che ti accompagnano per strada e che tieni in tasca come il più antico dei talismani.(…) In We Will Rock you ne racconto 709. Storie di canzoni di ogni genere e stile, anche se il rock ha il coltello dalla parte del manico.(…)

We will rock you

Abbiamo imparato più da un disco di tre minuti che da tutto quello che ci hanno trasmesso a scuola.
— Bruce Springsteen

Quando cantavano “Ba-ba-ba ba-Barbara Ann” i Beach Boys non immaginavano che quella filastrocca che sapeva di mare e sole sarebbe diventata un tormentone eterno, indelebile marchio di fabbrica della band. Andarono su tutte le furie quando la casa discografica la fece uscire come singolo, senza avvertirli. Certe canzoni si pensa che saranno dei fiaschi colossali, e poi invece… Altre nascono per gioco, come One of Us: Eric Bazilian stava solo parlando a vanvera, diceva le prime cose che gli venivano in mente, per far contenta la sua ragazza che voleva provare a incidere qualcosa. Fu più che esaudita e, forse anche per questo, anni dopo divenne sua moglie. Altre canzoni ancora vengono alla luce in sogno, come Let It Be. La “mother Mary” del testo è la madre di Paul che dal regno di Ade, nottetempo, sussurrava al figlio di “lasciare che fosse”… e in ogni caso di non agitarsi troppo, che la vita è breve.
Sono piccole e grandi storie come queste, che Massimo Cotto racconta in We Will Rock You: 709 storie su canzoni di ogni genere e stile. Belle, commoventi, vere, verosimili, folli, assurde, incredibili. Storie che ti restano dentro per sempre, che ti accompagnano per strada e che tieni in tasca come portafortuna. 709 storie per una compilation gigantesca da cui lasciarsi incuriosire, trascinare, incantare.

~ di pinkcadillacmusic su 17 giugno 2013.

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