21 Giugno 1992: Bruce Springsteen – Milano – Forum Assago


“World Tour 1992”

Il 20 e 21 giugno del 1992 Bruce Springsteen è al Forum d'Assago, a Milano, con il suo «World Tour»

Il 20 e 21 giugno del 1992 Bruce Springsteen è al Forum d’Assago, a Milano, con il suo «World Tour»

Setlist:

01. Better Days
02. Born In The USA
03. Downbound Train
04. Local Hero
05. Darkness On The Edge Of Town
06. If I Should Fall Behind
07. 57 Channels (And Nothin’ On)
08. The River
09. Living Proof
10. My Hometown
11. Badlands
12. Leap Of Faith
13. Man’s Job
14. Roll Of The Dice
15. Lucky Town
16. Gloria’s Eyes
17. Cover Me
18. Brilliant Disguise
19. Tougher Than The Rest
20. Real Man
21. Thunder Road
22. Light of Day
23. Human Touch
24. Glory Days
25. Working On The Highway
26. Bobby Jean
27. Hungry Heart
28. My Beautiful Reward
29. Born To Run

mucchio soeciale 1

mucchio speciale 2

7 ANNI DOPO L’ ULTIMA ESIBIZIONE L’ IMMAGINE DELLA ROCKSTAR ESCE IMMUTATA

” macche’ rammollito, e’ l’ unico vero rocker ” . e Bruce mette d’ accordo anche padri e figli tra i fans prima del concerto che Bruce Springsteen, questa sera, terra’ al Forum di Assago

ticket-milano-21-6-921MILANO . “Il Boss rammollito? Ma non dicimme strunzate!”. Linguaggio da napoletano “on the road”, faccia imberbe e sguardo da furetto, Lorenzo, diciottenne di Nola, con la sua uscita verace si merita applausi e fischi d’ approvazione dai ragazzi che fanno la coda insieme con lui. Che Springsteen non sia piu’ quello di una volta, dopo aver messo su famiglia e licenziata la “E Street Band”, e’ un problema che i fan non si pongono. “Ci si arrovellino i critici musicali. Per me la questione non esiste. Bruce non puo’ che essere sempre e solo Bruce, il piu’ generoso, il piu’ vero rocker in circolazione”, argomenta Marco, manager di Pesaro con quarantatre’ primavere alle spalle. Esattamente quante il re del rock a stelle e strisce che ha visto in concerto a San Siro sette anni fa. Accanto a lui la figlia Antonia, IV ginnasio: “Una volta tanto credo che papa’ abbia ragione… Il rock di Bruce e’ insuperabile perche’ riesce a esprimere contemporaneamente rabbia e speranza”. Arrivano quasi tutti da fuori dalla Lombardia gli spettatori del primo dei due appuntamenti italiani al Forum di Assago con Springsteen a cui qualcuno vorrebbe togliere la corona: perche’ i biglietti per ieri sera erano acquistabili soltanto fuori dai confini regionali. Regola che pero’ piu’ d’ uno ha aggirato grazie al “pronto soccorso” di un amico non lombardo che in cambio ha preteso l’ identico favore per la replica di stasera i cui biglietti erano acquistabili solo in Lombardia: col risultato massimo di poter assistere a tutt’ e due le performance di The Boss. A parte un piccolo gruppo di superaficionados disposti davvero a tutto, tanto d’ avere trascorso la notte tra venerdi’ e sabato gia’ davanti al Forum, infagottati nei sacchi a pelo, gli spettatori piu’ impazienti sono arrivati all’ alba. Sotto un cielo ora minaccioso di pioggia ora illuminato dal sole si sono accaparrati i primi posti della coda all’ ingresso, decisi a conquistare la pole position sotto al palco e non perdersi neanche una goccia di sudore dell’ amato Bruce. Una folla tranquilla, un’ attesa allegra, fino a pochi minuti dopo le 18, quando sono stati aperti i cancelli d’ ingresso: i teenager come i trenta.quarantenni la consumano, secondo il tradizionale rituale degli eventi rock, con panini, coca.cola, qualche “fumatina”, e l’ inevitabile acquisto di cappelli, T.Shirt, foulard e di bandiere da “Born in the USA”. Affari d’ oro per la trentina d’ ambulanti accampati con le loro bancarelle, servizio d’ ordine imponente e sfaccendato, pomeriggio e serata indimenticabili per 11 mila vecchi e nuovi fan dell’ ex borghese piccolo piccolo del New Jersey che col rock ha cambiato la propria vita e insegnato a tutti come viaggiare in liberta’ con i sogni.

Pozzi Gloria

(21 giugno 1992) – Corriere della Sera

TRIONFALE ” BIS ” AD ASSAGO DI SPRINGSTEEN, RESTA QUALCHE DUBBIO SOLTANTO SULLA NUOVA BAND

Bruce: in ogni squadra vince

un rapporto con il pubblico intenso. emozione e commozione sia dai vecchi brani sia dai piu’ recenti. 11 mila spettatori entusiasti

MILANO . L’ altra sera, dopo il concerto al Forum, John Landau, il giornalista.manager di Bruce Springsteen, osservava che, secondo lui, quella era stata una delle dieci migliori performance della carriera del “Boss”. Probabilmente aveva ragione: c’ erano nell’ artista una gioia e uno scatenamento, anche scenico, incredibili, ai quali la band si adeguava con una certa sorpresa e una punta d’ imbarazzo. A differenza della disciolta “E Street”, questa nuova band il copione springsteeniano non lo conosceva e tutto appariva fresco, autentico, improvvisato. Le dispute sulla nuova formazione che viene accusata di essere diafana soprattutto nel basso e nella batteria, e viceversa debordante nelle tastiere (affidate all’ unico springsteeniano della prima ora superstite, Roy Bittan) fervono. Tutti (critici, fans, passanti, amici del bar) dicono la loro, e le critiche hanno qualche fondamento. Il rapporto fra Bruce e i fans e’ cosi’ intenso ed emotivo e il calore che suscita cosi’ particolare per cui il problema formazione e’ significativo non tanto per le tesi a confronto (alcune impietose: “mettendosi con la donna del suo chitarrista Nils Lofgreen aveva perso la faccia presso la sua gente”) quanto per le energie che mobilita. In realta’ il personaggio e lo show vanno valutati nel loro insieme e soprattutto alla distanza. Vale, per questo ritorno di Springsteen, il celebre verso di De Gregori: “Mino, non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non e’ da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore si vede dal coraggio, dall’ altruismo e dalla fantasia” (da “La leva calcistica della classe 68”, Titanic, 1982). Quanto al concerto di sabato sera non c’ e’ dubbio che le emozioni maggiori sono arrivate da alcuni vecchi brani inseriti a sorpresa come “I wish I was blind”, “The River” e “Thunder Road”. “The River”, acustica, intensa, con versi meravigliosi: “Andavamo giu’ al fiume e nel fiume ci tuffavamo. Poi misi incinta Mary… e come regalo per il diciannovesimo compleanno ebbi un libretto di lavoro e un abito da cerimonia”. Poi il lavoro ai cantieri Jonathan, la disoccupazione, quel mitico fiume che si secca. In una straordinaria sintesi poetica il senso della vita che passa, quei ricordi di felicita’ e spensieratezza che struggono come in “Bobby Jean”, il migliore amico che un giorno parte e se ne va senza una parola, senza neanche lasciarti l’ opportunita’ di augurargli buona fortuna. In “Thunder Road” il sogno del riscatto per le grandi strade d’ America: “L’ unica redenzione che ti posso offrire, ragazza, sta sotto questo sporco cofano d’ auto con una possibilita’ di renderlo in qualche modo migliore… Cos’ altro ci rimane da fare se non tirare giu’ il finestrino e lasciare che il vento spinga indietro i tuoi capelli. La notte e’ tutta per noi, questa strada a due corsie ci portera’ ovunque vogliamo”. Ma il grande Springsteen riesce a commuovere anche con opere recenti come “Real world” (da “Human Touch”): “Ho costruito nel mio cuore un tempio che non era bello a vedersi, fatto di ricordi d’ oro finto e lacrime versate. Adesso sono sulla strada giusta alla ricerca di un vero momento di amore e sincerita’ …”. Milano gli ha decretato un meritato trionfo. Prossimi appuntamenti: 25 e 26 a Francoforte, 29 e 30 a Bercy, 2 e 3 luglio a Barcellona (Plaza de Toros) e dal 6 al 13 luglio alla Wembely Arena di Londra.

Luzzatto Fegiz Mario

(22 giugno 1992) – Corriere della Sera

~ di pinkcadillacmusic su 21 giugno 2013.

Una Risposta to “21 Giugno 1992: Bruce Springsteen – Milano – Forum Assago”

  1. C’ero..nostalgia della E street ma Bruce sempre il Boss!!!!!

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