Remembering Roy Orbison 25 Years After His Death


Roy Orbison

Nato il 23 aprile 1936 in Texas, Orbison è uno dei fondatori del rock ‘n’ roll: incideva per la Sun Records, girava insieme a Elvis e Johnny Cash nei primi tour che lanciarono il nuovo genere musicale a metà degli anni ’50 (lo si vede rappresentato anche nel bio-pic dedicato a Cash “Walk the line”). Ebbe anche diversi successi, fino a metà degli anni ’60, ma non sfondò mai in maniera duratura: la sua capacità narrativa e la sua scrittura, canzoni come “Only the lonely” (citata da Springsteen in “Thunder road”) “Oh, pretty woman” l’hanno reso un nome di culto tra appassionati e musicisti, ma il suo look meno belloccio dei suoi colleghi non l’ha mai aiutato particolarmente. Risultato: un lungo periodo di oblio e di crisi, che si è tentato di interrompere negli anni ’80, coinvolgendolo nel progetto Travelling Wilburys (supergruppo con George Harrison, Bob Dylan, Tom Petty e Jeff Lynne).
Black and White Night, venne definito “comeback concert”: si svolse a Los Angelese nel 1987, e la “backing band” è impressionante: Bruce Springsteen, Tom Waits, Elvis Costello, Jackson Browne e Bonnie Raitt, tra gli altri, sotto la guida di quella vecchia volpe della produzione T Bone Burnett.  Orbison fece appena in tempo a preparare un nuovo disco di studio, “Mistery girl”, che però uscì postumo: un infarto lo stroncò il 6 dicembre 1988. Orbison non uscì mai veramente da quell’oblio, e non vide neanche una sua canzone tornare famosa dando il titolo ad uno dei film più famosi degli ultimi 20 anni, “Pretty woman”. Per lui non c’è mai stato quel processo di “santificazione” che per Johnny Cash è iniziato in vita e sta arrivando al culmine ora con il film sulla sua vita. Il personaggio Orbison è più lineare e meno chiaroscuro, si presta meno a letture epiche. Ciò nonostante rimane uno dei più grandi scrittori della musica popolare americana degli ultimi 50 anni.

BLACK & WHITE NIGHT

Sentite e guardete i grandi successi di Orbison, suonati come meglio non si può; ma nessuno, nemmeno uno Springsteen all’apice della fama, cercò di rubare la scena a Orbison, tanto era il rispetto nei suoi confronti.

1.   MEAN WOMAN BLUES

2.   RUNNING SCARED

3.   CANDYMAN

4.   IT’S OVER

5.   RUNNING SCARED

7.   UPTOWN

8.   GO, GO, GO (DOWN THE LINE)

9.   IN DREAMS

10.   LEAH

11.   CLAUDETTE

12.   BLUE BAYOU

13. (ALL I CAN DO IS) DREAM YOU

14. OOBY DOOBY

15. CANDYMAN

16. DREAM BABY (HOW LONG MUST I DREAM)

17. CRYING

18. ONLY THE LONELY

19. OH, PRETTY WOMAN

20. THE COMEDIANS

~ di pinkcadillacmusic su 6 dicembre 2013.

Una Risposta to “Remembering Roy Orbison 25 Years After His Death”

  1. Uno dei miti del nostro Bruce , sempre confessato..
    Molto sfortunato in vita, poco ricordato dopo la sua morte ..
    Un vero peccato ..meritevole di molto di più!!!

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