La traduzione dell’esclusiva di Bruce Springsteen sul nuovo album e sui progetti futuri


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Riportiamo la traduzione dell’interessante articolo di Andy Greene, pubblicato ieri su Rolling Stone.
Springsteen spiega perché High Hopes rappresenta un’anomalia nella sua produzione e quali saranno i suoi futuri progetti.

Tom Morello stava guidando nei dintorni di Los Angeles alla fine del 2012 quando alla E Street Radio, su SiriusXM il canale dedicato a Springsteen, viene trasmessa “High Hopes” – una delle canzoni più oscure nel vasto catalogo di Bruce Springsteen, originariamente pubblicato come EP nel 1996 e poi messo da parte. “Mi è rientrata immediatamente nella mente” dice il chitarrista dei Rage Against the Machine, che si apprestava a sostituire temporaneamente Steve Van Zandt nel tour 2013 della E Street Band in Australia. “Nel mezzo della notte, ho scritto Bruce e disse: ‘che cosa ne pensi di High Hopes nel tour?’ E lui accettò di inserirla nella setlist”. Non immaginava tuttavia Morello che la nuova versione di “High Hopes” sarebbe addirittura diventata un brano del diciottesimo album in studio di Springsteen, in uscita il 14 gennaio.

High Hopes [album] è una novità per Springsteen: un album composto interamente di cover, outtakes e versioni radicalmente rivisitate delle canzoni preferite dai fans degli ultimi album e tours. I pezzi forti includono una cover de The Suicide – un gruppo pioniere punk degli anni Settanta – (“Dream Baby Dream”); alcune canzoni scritte originariamente per The Rising del 2002 (“Harry’s Place” e “Down in the Hole”); e versioni tiratissime come quelle live di “The Ghost of Tom Joad” ed “American Skin (41 Shots).” “Il modo migliore per definire questo album è che si tratta un po’ di un’anomalia” dice Springsteen. “Ma non molto. A differenza di molta gente, non lavoro in modo davvero lineare.”

Springsteen ha sempre scritto significativamente più canzoni di quante potessero realmente contenere l’album che stava realizzando in quel precisomomento. “Ho molta di questa musica su un computer” riferisce  “ogni tanto la tiro fuori per mio divertimento. Molto spesso, se non ho niente da fare a tarda notte mi metto ad ascoltarla e ad analizzare i diversi tipi di musica prodotti.”

I pezzi che hanno cominciato a catturare l’attenzione di Springsteen in gran parte sono stati registrati dopo la reunion con la E Street Band nel 1999. “Le canzoni erano relativamente attuali e avevano una analoga immagine sonora” dice Springsteen.  “Ero interessato a mettere insieme questo materiale in qualche forma, perché tutto sembrava combaciare… Immagina che quando sto a  casa o a riposo da un tour, mi reco in uno studio ed è come se fossi circondato da quadri compiuti solo a metà. Qualcuno perché è in parte sbagliato, qualcun’altro perché non ho avuto il tempo di terminarlo. Quando vado nel mio studio, sono circondato da tutta la mia musica inedita. E attendo di vedere cosa comincia a parlarmi.”

Nel dicembre del 2012, Bruce chiamò il produttore Ron Aniello, che aveva inizialmente lavorato su Wrecking Ball del 2012 e gli chiese di scegliere tra una quindicina di canzoni. “Lui rispose ‘Ci sto lavorando. Basta girarci attorno e fammi capire quello che pensi di farci’ disse Aniello. “Anche se non si adattavano a una specifica storia che raccontava in ogni album – e sai quanto ci tiene che ogni album racconti una storia lineare- queste erano canzoni davvero fantastiche”.

Springsteen – che è sempre rimasto in contatto con Tom Morello fin dalla prima volta che hanno suonato insieme nel 2008 – ha arruolato il chitarrista per sei canzoni, tra cui le nuove interpretazioni di “American Skin (41 Shots)” e di “The Ghost Of Tom Joad”. “E’ diventato il filtro attraverso il quale far scorrere la mia musica” dice Springsteen. “attraverso il quale rimandarmi le canzoni con un taglio attuale… Ha dato una forte scossa a quelle canzoni riportandole all’oggi. E’ uno dei pochi chitarristi che crea un mondo da se stesso. È come The Edge o Pete Townshend o Johnny Marr. La E Street Band è una grande casa, ma quando Tom è sul palco costruisce un’altra stanza.”

Nel marzo 2013, Springsteen e la E Street sono stati in tour in Australia con Morello. Ognuno di loro è rimasto colpito dalle reazioni entusiastiche della folla ai nuovi arrangiamenti pensati insieme a Morello di High Hopes (scritta alla fine degli anni Ottanta dal cantante folk Tim Scott McConnell) e della cover Just Like Fire Would  del leggendario gruppo australiano punk  “The Saints”. Springsteen chiamò il tecnico Nick DiDia – un vecchio amico da poco trasferitosi a Sydney – per prenotare alcune sessioni estemporanee. “Non avevamo intenzione di registrare” dice Springsteen. “Ma ho trovato lo spunto per portare queste canzoni a nuova vita ed ero ansioso di mettermici a lavorare.”

Tra versioni rinnovate delle outtakes che aveva mandato ad Aniello e le nuove registrazioni di covers e dei live preferiti alle quali Morello stava infondendo una nuova energia sul palco, Springsteen ha capito che c’era abbastanza materiale per un album. C’era solo un problema: la E Street Band aveva date in tutto il mondo, prenotate per il resto dell’anno. Così ha deciso di registrare l’intero album tra uno spettacolo e un altro– qualcosa che non aveva mai fatto prima, con i membri della band che sovrincidevano le nuove parti presso studio di Los Angeles di Aniello o la casa studio di Springsteen nel New Jersey durante le pause. “Tutto era come quando ero bambino,” dice Springsteen. “Avevo bisogno di avere i piselli su un piatto e il grano sull’altro e non volevo mischiarli. Ho pensato che tutto doveva essere distinto e separato.”

Per Morello, arrivare a collaborare più strettamente con Springsteen lo scorso anno è stata l’emozione di una vita. “Io non sono un fan occasionale di Bruce Springsteen. Sono un grande fan di Bruce Springsteen” sottolinea. “E ‘The Ghost of Tom Joad’ è una delle sue migliori canzoni. Rappresenta il cuore della sua scrittura sulla giustizia sociale. Questa versione inizia come una ballata sofferente, percepibile come un lamento, e prende poi un’accelerazione rock che si avverte come una minaccia.”

Poche settimane dopo l’uscita di High Hopes, Springsteen e la E Street Band – con Morello al seguito – daranno il via al tour di cinque settimane in Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda. Ancora non sono state programmate tutte le date negli Stati Uniti, dove non suonano dal tardo 2012.

“Stiamo cercando di capire che cosa potremmo fare” dice Springsteen. “Non voglio dire ‘sì’ perché non voglio deludere le persone, ma certamente non voglio neanche escluderlo. Stiamo esaminando attentamente poiché ci sono luoghi che non abbiamo toccato nell’ultimo tour. Non siamo riusciti ad andare nel Texas, dove amo suonare. Non siamo neanche riusciti ad andare in Florida. Potrebbe essere divertente tornare in alcuni di quei luoghi.”

Quest’anno è anche il trentesimo anniversario del successo di Springsteen Born in U.S.A., ma il suo manager,  Jon Landau, non parla di celebrazioni con ristampe dell’album deluxe – o almeno non ancora. “Stiamo lavorando su un box set di The River” dice Landau. “Forse è ciò che faremo per prima. Inoltre stiamo anche facendo qualche lavoro di rimasterizzazione sui suoi primi due album [Greetings from Asbury Park, NJ e di The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle del 1973]. Quelli saranno i prossimi.”

Springsteen, così come non ha inciso album in studio durante i sette anni tra The Ghost of Tom Joad e The Rising, ora non immagina ciò che potrebbe ancora accadere. “È come quella vecchia storia” dice “La mente si concentra sulla luce che proviene dal treno in avvicinamento.”

~ di pinkcadillacmusic su 18 dicembre 2013.

2 Risposte to “La traduzione dell’esclusiva di Bruce Springsteen sul nuovo album e sui progetti futuri”

  1. buon giorno a tutti!
    io ho visto morello in un locale nel veneto, suonava divinamente, faceva cose pazzesche!!!!!
    classica acustica elettrica……. incredibile!!!!!!!!!!
    era lì….. seduto come un normale cliente…..
    poi…… su invito di un ragazzo della band che suonava nel locale ha cominciato a far parlare le chitarre della band stessa!!!!
    premetto, non so chi fosse sto tipo.. poi un signore sulla 50ina mi disse:
    tom morello!
    wow!!!!!!

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  2. Prepariamoci sicuramente ad una nuova “era” springsteeana che può piacere o meno, essere accettata o meno…
    L’unica certezza è che il Boss è sempre con noi…
    Personalmente non ho un amore sviscerato per Morello, non lo considero un grandissimo, ma un furbo e dignitoso guitarist player!

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