Il «Diddley Beat» nel rock and roll di Bruce Springsteen


bo diddleyEllas Otha Bates è nato il 30 dicembre 1928 a McComb, contea di Pike, Mississippi, non lontano dal confine con la Louisiana, unico figlio della coppia Ethel Wilson e Eugene Bates (con tre fratelli e una sorella nati da precedenti unioni dei genitori). Il bimbo, adottato da una cugina della madre, Gussie McDaniel, diventò Ellas McDaniel e con la famiglia, a sette anni, si trasferì nella zona sud della metropoli di Chicago. Ellas, ancora bambino, prese lezioni di violino dal professor O.W. Frederick, in una chiesa battista e continuò a suonare lo strumento per dodici anni, arrivando a comporre addirittura due concerti. La prima chitarra, una Harmony acustica, arrivò in regalo a Ellas nel Natale del 1940, per merito della sorella Lucille. Ancora adolescente, Ellas cominciò ad essere chiamato Bo Diddley dai compagni di scuola della Vocational High School, un soprannome che Ellas, a leggere le dichiarazioni, non ha mai saputo spiegarsi.

Qualcuno dice che “bo diddley” sia un’espressione slang dei neri del sud, col significato di “niente”, “nulla”; altri significati vengono suggeriti dalle fonti più disparate, ma senza dirimere la questione. Il giovane Bo cominciò ad interessarsi ai ritmi che sentiva nelle chiese, durante le funzioni: secondo la fonte alla base di questo tentativo di biografia, Bo Diddley, “un batterista frustrato”, si pose l’obiettivo di tradurre quei ritmi in un proprio stile. Ellas cominciò a suonare la chitarra influenzato dagli studi come violinista, muovendo velocemente le dita sulle corde, il tutto unito alla sua passione per la batteria: “Io suono la chitarra come se stessi suonando la batteria… Suono la batteria percuotendo la chitarra”. Ancor prima di lasciare la scuola, Bo Diddley formò il suo primo gruppo, gli Hipsters, che in seguitò si trasformarono in Langley Avenue Jive Cats, dal nome della strada dove il ragazzo viveva a Chicago. Dopo aver terminato la scuola, Bo lavorò come camionista, manovale e pugile, non mancando di integrare i magri guadagni suonando dal vivo con il suo gruppo.

Lo stile musicale e in particolare le esibizioni dal vivo in cui risalta l’uso di sonorità distorte (anticipando di fatto Jimy Hendrix) e del suo ritmo particolare fanno sì che Diddey diventi uno dei maggior punti di riferimento per musicisti e gruppi dell’epoca. I Rolling Stones, gli Yardbirds, gli Animals e Chuck Berry sono solo alcuni che ne reinterpretano infatti i brani.
Nel corso degli anni rimane una componente attiva del rock and roll: nel marzo del 1972 suona con i The Grateful Dead all’Academy of Music di New York, mentre nel 1979 apre il concerto dei Clash.
Riceve anche numerosi riconoscimenti: nel 1987 entra a far parte della Rock and Roll Hall of Fame e nel 1996 viene insignito del Lifetime Achievement Award dalla Rhythm and Blues Foundation; l’anno seguente il suo album omonimo è introdotto nella Grammy Hall of Fame per il suo significato storico. Anche il brano “Love is strange” del 1956 viene incluso nella Grammy Hall of Fame, così come la rivista Rolling Stone nomina l’artista tra i cento più grandi di tutti i tempi.
Nel 2005 celebra il suo cinquantesimo anniversario di carriera musicale con un tour di grande successo in Australia, Nord America ed Europa.
Nel maggio del 2007 viene colpito da un infarto dopo un concerto a Council Bluffs, nell’Iowa: ricoverato presso il Creighton University Medical Centre di Omaha, in Nebraska, si rimetterà lentamente e prenderà poi la decisione di non esibirsi più dal vivo; morirà il 2 giugno 2008 ad Archer, in Florida.

bo-diddley Twang MachineLa “Twang Machine” di sua invenzione, prima costruita in proprio e poi realizzata dalla “Gretsch”, è rossa di colore e ha la cassa rettangolare. Questa forma vuole ricordare le “Cigar Box”, ovvero le chitarrine costruite in casa nella zona del Mississippi con le scatole di sigari, e indirettamente i liuti africani rettangolari della famiglia dei “Guinbri”. Si deve ricordare poi che nella zona del Mississippi la “Cigar Box” più elementare con una corda sola veniva chiamata anch’essa “Diddley Bow”. Alla domanda del perché avesse ideato una chitarra con quella forma, Diddley rispondeva che lo aveva animato il desiderio di fare qualcosa di diverso. Come nei grandi artisti, da Picasso a Partch, l’idea del nuovo consiste nel tornare al primitivo.

Gli omaggi di Bruce a Bo Diddley:

HEY BO DIDDLEY (VIDEO)

WHO DO YOU LOVE (VIDEO)

MONA (AUDIO)

DIDDY WAH DIDDY (VIDEO)

NOT FADE AWAY (AUDIO)

 

~ di pinkcadillacmusic su 30 dicembre 2014.

Una Risposta to “Il «Diddley Beat» nel rock and roll di Bruce Springsteen”

  1. Sparkling 2015 blood sisters and brothers

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