Bruce Springsteen & The E Street Band, STADIO ARTEMIO FRANCHI, FIRENZE – 8 Giugno 2003


Accadde oggi!

The second European leg of The Rising tour
 
 
 
SetlistSetlist 2003-06-08-Firenze

01. Born In The USA [(acoustic)]
02. The Rising
03. Lonesome Day
04. Night
05. My Love Will Not Let You Down
06. Empty Sky
07. You’re Missing
08. Waitin’ On A Sunny Day
09. Sherry Darling
10. Worlds Apart
11. Badlands
12. Out In The Street
13. Mary’s Place
14. Tougher Than The Rest
15. Jungleland
16. Into The Fire
17. The Promised Land
18. Kitty’s Back
19. Ramrod
20. Born To Run
21. Seven Nights To Rock
22. Glory Days
23. My City Of Ruins
24. Land Of Hope And Dreams
25. Dancing In The Dark

 
Magica E Street Band: sono già classici i testi sull’11 settembre

Torna il Boss, 40 mila fan al «rito» di Firenze

Trionfo per Springsteen tra raccoglimento ed esaltazione collettiva. Appuntamento il 28 giugno a San Siro
ticket firenze 08-06-03FIRENZE – Quarantamila fan, arrivati dall’Italia, dall’Europa e dal mondo, come regolarmente accade da sempre ai concerti del Boss (era stato così anche a Bologna, in ottobre) hanno assistito ieri allo Stadio Artemio Franchi di Firenze al primo dei due concerti italiani all’aperto di Bruce Springsteen. Il ritrovato totale affiatamento con la E Street Band, che Bruce ha riaddestrato daccapo portandola a una rilettura e rivisitazione critica di tutto il repertorio, fa raggiungere allo spettacolo vette musicali ed emotive difficile da descrivere. Perché, pur essendo quello di Bruce un rito, la sensazione è che non ci sia nulla di prevedibile.
 
ORGOGLIO AMERICANO – Il via fra orgoglio americano e amarezza: il classico «Born in the Usa» – Bruce da solo con la chitarra acustica – ha fatto vibrare lo stadio in una versione lenta come un canto sacro seguito da «The Rising», dall’ultimo album ma diventata molto rapidamente canzone simbolo del repertorio. Due inni al riscatto seguiti – mentre una ventata d’aria fresca da temporale appenninico carezzava lo stadio – da «Lonesome Day», il teorema rock della tristezza girata in gioia di consapevolezza, offerta da quella faccia comune di bravo ragazzo.
 
POETA – Il poeta-rock, che riesce a rappresentare soprattutto in grandi spazi il sogno e l’incubo americano, le tristezze del quotidiano, ma anche la passione del sesso, gli slanci dell’amore e il grigiore che accompagna la fine di ogni illusione, è apparso il grande forma. Lo show è sotto il segno del «suo» 11 settembre, sublimato alla perfezione, senza buonismi, ma anche senza cedimenti nell’album «The Rising». Poi il gioco sapiente fra lui e la band, la gara continua di chitarre fra Nils Lofgren e Little Steven.
A un tratto «indossa» l’armonica a bocca, chiama a se la moglie-corista Patti Scialfa e chiede in italiano: «Per le prossime due canzoni vi prego di fare silenzio».TORRI GEMELLE – E intona una commovente versione acustica di «Empty Sky», quel cielo rimasto vuoto delle Torri Gemelle. E, sempre in versione acustica, rinasce la recente «You’re Missing». Poi di nuovo festa con «Waitin’ On A Sunny Day» («A Sunny Day for Italy», improvvisa nel testo). Per questo brano scende dal palco e corre aridosso delle prime file. Il volume è altissimo, distorto, oltre la soglia del dolore, ma la gente balla e gode all’unisono anche nelle seguenti canzoni fra cui «Worlds apart» una scatenata «Badlands» in duetto vocal chitarristico con Little Steven, finale mozzafiato con delirio generale e grida di Bruce «Italia, Italia».

DEDICATO ALLA MOGLIE – Ancora una interminabile dilatata e travolgente «Mary’s Place» e poi, per la prima volta in questo tour, «Tougher Than the Rest» che ha dedicato alla moglie Patti in occasione del loro 12° anniversario di matrimonio che cadeva ieri. E via verso il finale fra «Promised Land», «Into The Fire» e «Jungleland» fino alla cascata di bis con «Born to Run». Con alcuni momenti imprevedibili come la lunga «Kitty’s Back» in clima free jazz e soprattutto «Seven night to rock».

IMPROVVISAZIONE – Poco prima dello show alcuni membri della E Street Band hanno incontrato la stampa. «Tenete sempre gli occhi aperti, perché nei nostri concerti tutto nasce all’improvviso. Una piccola distrazione e vi perdete l’happening», hanno detto. Poi ciascuno ha tessuto, a suo modo, le lodi del Boss: «E’ un privilegio suonare con lui, i rapporto sono rilassati e si lavora con passione» (Nils Lofgren, chitarra); E’ un mix di Dylan e Presley, cioè di cultura e rock» (Roy Bittan, piano), «Siamo amici fin dagli anni ’60. Ci conosciamo così bene che ciascuno sa cosa farà l’altro prima che lo faccia» (Danny Federici, tastiere); «E’ come vivere una perenne seconda giovinezza» (Garry Tallent, basso); «E’ sempre stato alla mia altezza…» (Little Steven, chitarra); «Ha le idee chiare sia in studio che nello show» (Soozie Tyrell, corista e violinista). Appuntamento a Milano, San Siro, il 28 giugno.

Mario Luzzatto Fegiz

Corriere della Sera
09 giugno 2003

~ di pinkcadillacmusic su 8 giugno 2015.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: