Il Boss e la Red Headed Woman: just married!


Accadde oggi!

patti

L’8 giugno ricorre l’anniversario di uno dei matrimoni più riusciti nel mondo dello spettacolo: quella tra Bruce e Patti, la rossa, la First Lady of Love, la musa ispiratrice di alcune delle sue canzoni più belle, dalla sensualissima Red Headed Woman alla romanticissima If I Should Fall Behind. Sposati dal 1991, Bruce e Patti hanno tre figli e una vita di coppia che ha da sempre lasciato gli amanti del gossip con l’amaro in bocca. Quando tra i due cominciò la love story  alcuni  media dettero a Bruce dell’adultero, mentre il popolarissimo settimanale “People” si chiese acidamente come il Boss avesse potuto mollare «una ex ragazza pon-pon ed ex reginetta di bellezza come la Phillips per una spilungona tutta pelle e ossa e dai lineamenti spigolosi».  Ma il livore di nemici e conservatori si stemperò ben presto e Patti Scialfa, la Jersey girl per eccellenza, di lì a poco riuscì a conquistare il cuore del Paese. E soprattutto quello di Bruce che nonostante l’insuccesso del suo primo e recente matrimonio, non esitò a rimettere la sua vita in gioco insieme alla sua nuova compagna.

«Patti era stata sempre innamorata di Bruce», spiega Curtis K. Smith, il suo insegnante all’Asbury Park High. Ma la loro storia aveva rischiato di non trovare sbocchi. Infatti nel ’78 Vivienne Patricia Scialfa – nata nel 1953 a Oakhurst, NJ- dopo aver frequentato la scuola di musica dell’Università di Miami e la New York University, aveva cominciato a rispondere ai primi annunci sui giornali, per poter mettere a frutto le qualità di musicista e vocalist.  Così l’annuncio pubblicato sul “Village Voice” l’aveva portata a una prima audizione con la E Street Band…niente da dire sulle sue doti vocali, ma Bruce l’aveva rimandata a casa “perché troppo giovane”.  Lei e il Boss diventarono comunque amici, condividendo gusti musicali, serate allo Stone Pony e tutto lo scenario dello Jersey Shore. Patti nel frattempo costruiva il curriculum andando in tour con Southside Johnny e gli Asbury Jukes, lavorando con i Rolling Stones, i Buster Poindexter e i Tone, la band che David Sancious aveva formato dopo aver lasciato la E Street Band. Non male per una ragazzina…tanto da essere richiamata dallo stesso Bruce durante una session in studio di Born in the U.S.A., per una track che tuttavia rimarrà inutilizzata. Insomma, il suo talento musicale era oramai carta conosciuta quando finalmente ci fu la svolta. La prima data del  Born In The USA Tour era prevista per il 29 giugno 1984, un venerdì sera… La domenica precedente, Bruce l’aveva invitata a partecipare ad una delle prove finali della E Street Band. Nessuno era sicuro che avrebbe funzionato: la Scialfa doveva essere il primo definitivo membro femminile del gruppo e il perfezionista Springsteen era difficile da accontentare. E invece il giorno dopo, Patty era già ufficialmente reclutata e pronta partire per  St. Paul tra la sua stessa incredulità: “Ero convinta di restare solo un giorno e mi sono ritrovata a restare per tre giorni solo con jeans e una maglietta addosso” ricorderà divertita all’”England’s Observer”. Bruce aveva già fatto ricorso a voci femminili in passato nella sua band, ad esempio con la violinista Suki Lahav che per soli cinque mesi si era unita a loro. Istituzionalizzando una presenza femminile, come avvenne convocando Patti, Bruce fece “sballare il club dei ragazzi” come lui stesso ironicamente affermerà anni dopo, segnando di fatto un grande cambiamento. “Il ruolo della corista non era semplicemente quello di “toccare le note alte”, ma anche quello di fornire un nuovo elemento di impatto visivo della band. L’interazione maschio/femmina che era possibile con la presenza di Patti divenne una parte fondamentale del tour Tunnel of Love nel 1988, con la ragazza al centro della scena insieme a Bruce su “Tougher Than The Rest”, “Tunnel of Love” e “One Step Up”. Funzionò…e il resto è storia.

Bruce nell’89 si lascia definitivamente alle spalle un veloce e insignificante matrimonio con l’attrice-modella Julianne Phillips, avvenuto nell’85 cioè un anno dopo aver scritturato la Scialfa come unica donna della sua E Street Band, per ufficializzare la sua relazione con la corista Patti, che sposerà nella sua spettacolare tenuta a Beverly Hills appena due anni dopo e che resterà l’unica donna della sua vita.

Per Patti dal 1991, ovviamente, è la svolta definitiva. Da quel momento… massima priorità alla famiglia: rinuncerà finanche a promuovere il suo album Rumble Doll nel 1993, perchè incinta del terzo figlio di sei mesi, o ad arrivare puntuale sul palco tra le risate generali, nonostante i “Forza, vieni!” di Bruce che già l’aveva presentata al pubblico, perché fuori il figlio con le braccia al collo l’implorava di restare con lui! Scenette che sembrano tratte da un comunissimo diario di una madre crucciata, che non sa come dividersi tra famiglia e lavoro. Solo che la sua è la famiglia Springsteen e il suo lavoro la porta sui palchi di mezzo mondo. Commenterà: “Io in quel momento pensai: ecco! Questa è l’immagine di come mi sentirò per il resto della mia vita…. Non si può fare tutto. Nel momento in cui io e Bruce abbiamo deciso di vivere insieme, abbiamo anche voluto una vera relazione che ci avrebbe portato a costruire una famiglia con un profondo coinvolgimento emotivo. I figli sono sempre stati al primo posto. E questo è stato per me più importante della mia ambizione.”

Il loro sodalizio va dunque avanti indisturbato da 22 anni, consolidato nel tempo con la nascita dei loro tre figli (Evan, Sam e Jessica) e infischiandosene di quei rari pettegolezzi che volevano il loro matrimonio in crisi, come quello costruito da Page Six, la popolarissima rubrica del New York Post – che narrava di una presunta relazione intessuta da Springsteen con una «splendida e ricca vedova» incontrata al Telethon di beneficenza “America: A Tribute to Heroes”, organizzato nel 2001 dal Boss- o quello più recente che lo vedeva protagonista di una singolare quanto improbabile relazione con una donna frequentante la sua stessa palestra, sposata ad un uomo mitomane in cerca di pubblicità!

In realtà, nonostante una certa impopolarità che grava sulla first lady della E Street band da parte delle fans di Bruce (toh..guarda!) và riconosciuto che non deve essere facile reggere al ruolo di moglie di un’icona della musica rock. Quel che si sa della sua vita privata è molto poco, considerato il fatto che preferisce tenerla lontana (per quanto possibile) dalla luce dei riflettori. “Tutta la mia famiglia è nel New Jersey – puntualizza Patti- Ho un’enorme famiglia allargata, italiana e irlandese, e c’è anche la famiglia di Bruce. Bruce e io siamo cresciuti a circa 10 km l’una dall’altro e così ci ritroviamo nello stesso posto circa 40 o 50 membri della famiglia. Ci piace avere un sacco di familiari intorno a noi. Abbiamo scelto di abitare praticamente tutti insieme per normalizzare tutto!”. La difficile “gestione” della casa, matrimonio, figli, patrimonio e famiglia allargata sta tutta nelle sue mani. E per quante siano le facilitazioni economiche e collaborazioni esterne delle quale sicuramente potrà usufrire, rispetto a una comune massaia del New Jersey, pare che la rossa Patti ci tenga a tenere tutto perfettamente sotto controllo, tanto che lo stesso Bruce abbia più volte riconosciuto che il vero Boss decisamente sia lei. L’amica violinista Soozie Tyrrel la descrive come una persona molto dolce e affettuosa, ma di incredibile saggezza, forza ed energia. Insomma una donna “tostissima” e d’altronde come potrebbe essere diversamente? E se i fans (uomini e donne) amano così tanto Bruce, è forse anche merito di quella “red headed woman” che l’ha reso oggi l’uomo che è.

~ di pinkcadillacmusic su 8 giugno 2015.

2 Risposte to “Il Boss e la Red Headed Woman: just married!”

  1. Brava bravissima Patti, pur con tanta tantissima ma tanta tanta ma proprio tanta tanta invidia ( ma proprio tanta che più di così non si può!!!), continua a conservarlo per noi blood sisters cosi com’è. Ciaociao

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  2. Ci sono donne che sanno scegliere

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