25 Giugno 2008: Bruce Springsteen – Stadio S.Siro , MILANO


Accadde oggi!

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SETLIST  – 25 Giugno 2008 – Milano – Stadio S.Siro

Setlist 06.25.0801. Summertime Blues (VIDEO)
02. Out In The Street
03. Radio Nowhere
04. Prove It All Night (VIDEO)
05. The Promised Land
06. Spirit In The Night
07. None But The Brave
08. Hungry Heart
09. Candy’s Room
10. Darkness On The Edge Of Town
11. Darlington County
12. Because The Night (VIDEO)
13. She’s The One
14. Livin’ In The Future
15. Mary’s Place
16. I’m On Fire
17. Racing In The Street
18. The Rising
19. Last To Die
20. Long Walk Home
21. Badlands (VIDEO)
22. Girls In Their Summer Clothes
23. Detroit Medley
24. Born To Run
25 Rosalita (Come Out Tonight)
26. Bobby Jean
27. Dancing in the dark
28. American Land
29. Twist And Shout

 

A SAN SIRO OLTRE SESSANTAMILA PERSONE PER SPRINGSTEEN, AVVIO CON «SUMMERTIME BLUES»

Bruce, rock e un po’ di Beatles

Show fino a mezzanotte nonostante i divieti. Il giallo: ultimo tour con la E Street Band? Un boato quando il Boss e i musicisti salgono sul palco «Con noi a Milano farà ancora più caldo»

pic milano 25 giugno 2008MILANO – E se fosse stata l’ ultima volta? E se Bruce Springsteen assieme alla E Street Band non lo vedessimo più? Allora sì che i 62 mila (tra i quali anche Eros Ramazzotti, Ligabue e Andrea Mariano dei Negramaro) che stavano ieri nel catino rovente di San Siro potranno dire orgogliosamente «Io c’ ero». La voce che circola, e che preoccupa gli springsteeniani, è proprio quella. Che la E Street Band sia arrivata a fine corsa. Dopo 36 anni di onorata carriera, questo «Magic tour», che si chiude il 30 agosto a Milwaukee con 2 milioni di biglietti venduti, potrebbe essere l’ ultimo. I segnali? La morte di Danny Federici, il batterista Max Weinberg che da quest’ autunno aumenterà i suoi impegni tv e sta per lasciare il New Jersey per trasferirsi sulla costa ovest, la forma fisica del sassofonista Clarence «Big Man» Clemons che non è più quella di una volta, la moglie Patti Scialfa che passa sempre più tempo con la famiglia e che ha saltato questi show in Europa. Il Boss non si risparmia mai. Ma ieri ha fatto gli straordinari assieme ai compagni di avventura (su tutti Nils Lofgren). Il concerto inizia quando c’ è ancora tanta luce perché il Comune vorrebbe rovinare la festa e non permette di suonare oltre le undici e mezza. Ma Bruce se ne frega, sta sul palco tre ore esatte e spegne gli amplificatori soltanto dieci minuti prima della mezzanotte. Polemiche garantite. «Ciao Milano, fa abbastanza caldo? Con noi lo farà ancora di più», promette (in italiano) il rocker appena sale sullo scarno palco. Quasi a ripagare quelli che hanno passato la notte fra martedì e ieri fuori dai cancelli e si sono lasciati arrostire dal sole. Le prime note sono quelle di «Summertime Blues», una cover. Quindi «Out in the Street» che, senza pause (come per tutto il resto del concerto), porta a «Radio Nowhere» dall’ ultimo album «Magic». Segue un tuffo negli album Anni 70. Arriva il momento del gioco con i fan delle prime file. Springsteen pesca fra i cartelli con le richieste delle canzoni del cuore. Ne porta alcuni sul palco e ne mostra uno alle telecamere. Che chiede, con un gentile please in coda, «None But the Brave». E parte quella canzone. Non è una trovata a uso e consumo dello spettacolo. Quel brano non era nella scaletta scritta a mano da Springsteen e consegnata ai tecnici all’ uscita dal camerino. Scaletta che viene rivoluzionata, eliminando un passaggio riflessivo con «Gispsy Biker» e «The River», per dare più spinta allo spettacolo. Un classico come «Darkness on the Edge of Town» fa decollare la serata, mentre la parte più delicata è posticipata verso il finale e ha in «I’ m on Fire» il suo momento più intimo. Un secondo cartello-preghiera chiede «Hungry Heart»: eccola, con il Boss che canta tenendosi sulle spalle una bandiera italiana. «Because the Night» è un’ esplosione di energia. Nell’ introduzione di «Living in the Future» il cantante sussurra delle parole sulla «necessità del cambiamento». Da lì in poi è festa, energia, sudore e rock. Come solo il Boss sa regalare. Fino al finale con «Badlands» e i bis nei quali non mancano «Girls in Their Summer Clothes», «Detroit Medley», «Born to Run», «Dancing in the Dark». L’ ultimo pezzo è un regalo a chi c’ era nell’ amatissimo (dal Boss) concerto di San Siro 1985: per la prima volta in questo tour una trascinante «Twist and Shout» dei Beatles. Andrea Laffranchi

Laffranchi Andrea

(26 giugno 2008) – Corriere della Sera

~ di pinkcadillacmusic su 25 giugno 2015.

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