16 Novembre 2010 “The Promise: The Darkness on the Edge of Town Story box set”


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The PromiseThe Darkness on the Edge of Town Story box set

BRUCE SPRINGSTEEN: recensione THE PROMISE, The Darkness on the edge of town STORY

di  

Ci sono ricordi indelebili legati alla musica che ci si porta dietro per tutta la vita, ricordi che ciclicamente ritornano quando una canzone viene ascoltata, una copertina viene riguardata, analizzata per la millesima volta. Una vecchia cassetta a nastro raffigurante un giovane Springsteen, con i capelli arruffati, che posa davanti a delle persiane, una foto quasi rubata di prima mattina appena dopo il risveglio, un’istantanea che sembrava emanare odor di caffè e urgenza di riniziare una giornata dopo aver speso la nottata in studio di registrazione.
Viaggi in autastrada con quella cassettina protagonista, quando l’inglese era ancora una lingua marziana, ma le canzoni dicevano già tutto senza troppe analisi testuali. Quando la A4 diventava la mia Route 66 e i genitori fedeli compagni di viaggio, con le soste per il rifocillamento che diventavano l’anticamera di un nuovo ed ennesimo ascolto di quella musica. Forse, inconsciamente, si sognava già e quella raccolta di canzoni iniziava a prendere possesso di un posto importante che ancora occupa. 
Springsteen__Bruse_-_Darkness_On_The_Edge_Of_Town_FrontPer chi ha sempre considerato Darkness on the edge of town il picco lirico -musicale di Springsteen e la sua E-street band, questo cofanetto è pura manna dal cielo e godimento assoluto. Il disco uscito nel 1978 è stato il più sofferto e lavorato ed il poter avere in un solo colpo una visione totalitaria su tutto ciò che successe in quegli anni che vanno dal successo immediatamente dopo l’uscita di Born to run, comprese le due famose copertine contemporanee, datate 27 Ottobre 1975, sui due più grandi giornali statunitensi , Time e NewsWeek, fino al tour liberatorio e storico che lo traghettò verso gli anni ottanta e il doppio The River. Cinque anni pieni di fama, illusioni, cadute, battaglie, testardaggine e rivincite.Il “futuro del rock’n’roll” di inizio anni settanta sembrava, in pochi attimi, azzerato e destinato a finire prestissimo con il rischio di diventare meteora, per colpa dell’assurda legge di mercato che si materializza nella persona che principalmente era un amico, il suo produttore e manager Mike Appel. La causa legale che lo tenne lontano da studio di registrazione e palchi, fu lo scatto di carriera che portò Springsteen ad essere quello che ancora è oggi.
Dal punto di vista musicale, molto è contenuto in questo box che raccoglie l’originale The Darkness On The Edge of Town ,rimasterizzato, più due cd raccolti sotto il titolo The Promise, che includono ventun canzoni delle circa settanta che Springsteen scrisse per questo album, mettendo a nudo una prolificità di scrittura impressionanteDarkness è un disco crudo, freddo e notturno, dove l’amore è marginale e per la prima volta compaiono personaggi che saranno i protagonisti delle canzoni di Springsteen da quel momento in avanti. Personaggi che sembrano arrivati al bivio della loro vita, persi dentro alla loro routine da working class hero e qui compare, per la prima volta, la figura paterna: nell’autobiografica Factory, dove la figura dell’operaio che varca il cancello dell’azienda di prima mattina sotto la pioggia ed espone il suo fisico a rischio, tutti i giorni, uno uguale all’altro, giorni di vita e lavoro, non è altro che suo padre, operaio come tanti. O come nella dura e cruda, sia musicalmente che testualmente, Adam raised a cain.
La speranza nascosta dentro a canzoni come Badlands. L’impressione di perdere grande parte della propria vita ad aspettare, un tempo sprecato che necessita di una speranza che un giorno possa elevare e portarti lontano dai bassifondi in cui si vive il presente.THE PROMISE (2 CD) 
The Promise, nelle sue ventuno canzoni (ventidue se si considera la ghost track The Way) non è altro che una piccola parte degli innumerevoli brani scartati dalla scaletta ufficiale di Darkness. Durante le session vennero registrate qualcosa come settanta canzoni, solo dieci vennero incluse nel disco, le altre vennero messe da parte. Alcune vennero riprese per i successivi dischi, altre videro la luce per la prima volta nel monumentale Tracks.

Bruce mise da parte canzoni che secondo la sua coscienza non rispecchiavano il “tema” lirico e musicale che Darkness aveva assunto. Canzoni troppo pop per farne parte. Molte, d’amore, stridevano se confrontate alla durezza e cinicità delle dieci prescelte, altre come la stupenda The Promise, vennero considerate dei doppioni. Insomma, alcune perle, inspiegabilmente, non trovarono mai la loro collocazione su disco, pur venendo rappresentate e suonate durante i live, venendo, nel tempo, oggetti ricercattissimi dai fan.
In modo inspiegabile, anche da chi era molto vicino a Bruce, The Promise (la canzone), inizialmente considerata scomoda per via di alcuni riferimenti alla vicenda Appel, il rock’n’roll di Fire che sembrò scritta per re Elvis, Because the night, incisa e completata da Patti SmithCandy’s boy, Save my love, Talk to me, Spanish eyesvengono allo scoperto solo oggi ma lasciano intendere che gli archivi di quel periodo hanno ancora moltissimo materiale da offrire. Alcune non sono altro che alternate- track di canzoni che finirono tra le dieci elette: Racing in the Street (’78), Come on (Let’s go tonight) svelando il lavoro impressionante e la cura di Springsteen verso ogni canzone. Arrivaò anche a scrivere cinquanta versioni diverse per ogni brano.

DVD1
The Promise, the making of Darkness on the erge of town
Questo film-documentario, presentato anche al festival romano questo autunno e che ha visto la presenza di Springsteen in passerella e durante la proiezione della prima, sostanzialmente si basa sulle riprese amatoriali ed in bianco e nero fatte in studio da Barry Rebo. Il compito di assemblare il tutto e tirarne fuori un film con interviste ai protagonisti di allora è affidato al regista Thom Zimmy.

La storia dell’album viene documentata e narrata in modo scorrevolissimo ed alcune scene rendono l’idea delle difficoltà che portarono alla realizzazione di Darkness. Il rapporto con Appel, l’affidamento del lavoro al nuovo produttore John Landau (che definisce il suono del disco “nero come il caffè“) con la supervisione di Van Zandt(spassosissime alcune scene che lo ritraggono insieme al “boss” ad accennare per la prima volta quelle che in seguito diverranno le canzoni del disco) , la tenacia e il perfezionismo quasi maniacale di Springsteen in studio, le difficoltà incontrate dalla band nella ricerca del suono giusto ( le particolari ossessioni di Springsteen sul suono della batteria, “stick…stick…stick“, amava ripetere fino alla nausea). Il problema di una nuova collocazione per il sax di Clemons, un pò sacrificato in questo disco, l’amore/odio dei compagni di band verso il quaderno di appunti di Bruce(fedelmente riprodotto e scrigno dell’intera opera), la storia della stesura di Because the night e l’intervento provvidenziale di Patti Smith.
Il nascente punk e l’incontro con il country di Hank Williams, cruciali per la direzione stilistica delle canzoni, le sessions fotografiche per la scelta della copertina e poi, i pareri di tutti i protagonisti che hanno lavorato all’album, musicisti e tecnici. Un quadro totalitario per capire la genesi dell’opera.

DVD2
Live Paramount Theatre, Asbury Park 2009.
Springsteen e la E-Street Band risuonano fedelmente l’intera scaletta di “Darkness on the edge of town“. Una dimostrazione che, dopo trent’anni, la potenza e la precisione della band sono rimaste intatte ed immutate e che gli acciacchi del tempo non hanno scalfito la passione.
Thrill Hill vault 1976-1978
Raccolta di vecchi filmati, a volte sgranati e in bianco e nero, in studio e live, testimoni di quegli anni.

DVD3 
Thrill Hill vault Houston ’78 bootleg:house cut
176 minuti di concerto, una maratona che testimonia chi era Springsteen dal vivo in quegli anni. Un intero concerto a rappresentare il miglior tour di sempre. La popolarità di Springsteen iniziava ad essere troppo stretta se confinata ai piccoli teatri. Si spalancano, per la prima volta, le grandi arene che diverranno gli stadi e le folle degli anni ottanta. Iniziano a circolare le voci sulle grandi e famigerate maratone rock di Bruce e la sua band, capaci di suonare concerti titanici dalla durata di quattro ore. Una setlist strepitosa, che include anche canzoni che faranno parte del successivo lavoro “The River” e suonate in anteprima (Independence day, The ties that bind, Point blank), la stupenda versione live diBecause the night che annienta l’originale di P.Smith, le divertite covers del Detroit medleyQuarter to three e lo spiritoso siparietto natalizio di Santa Claus is comin’ to town.

 

~ di pinkcadillacmusic su 16 novembre 2015.

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