Primo ascolto: Bruce Springsteen “The River’ Box Set”


 

 First Look1

 

Bruce Springsteen, The Ties That Bind: The River Collection

Che Springsteen negli anni Settanta fosse al massimo della prolificità artistica è noto, come è noto che proprio questo comportò l’esclusione dalle sue pubblicazioni di molte canzoni bellissime, come nel caso delle outtakes dell’album Darkness On The Edge Of Town pubblicate poi in The Promise. Anche per The River, si tratta di decine e decine di “scarti” che – sommati alle tracce ufficiali, a quelle già pubblicate nella raccolta The Essential del 2003 [«From Small Thing (Big Things One Day Come)» e «Held Up (Without a Gun)»] e i brani che Springsteen regalò a Gary US Bonds per Dedication («Your Love», «This Little Girl» e la title-track, rimasti -peccato!- esclusi dalla Collection), ci possono restituire un’idea approssimativa della colossale mole di lavoro prodotta da Bruce in quel periodo. Nel dicembre del 2013, azzardammo una previsione (forse troppo ottimistica) di ciò che avremmo potuto trovare nel box set. Molti titoli compaiono nella nostra immaginaria tracklist, compreso quello dell’”inaspettata” Stray Bullet; molti, per forza di cose, sono rimasti ancora una volta esclusi. Con una punta di soddisfazione ve la riproponiamo:

The River – Outtakes

ANGELYNE

CHAIN LIGHTNING

CHEVROLET DELUXE

CINDY

DEDICATION

DO YOU WANT ME TO SAY ALRIGHT

DOWN IN WHITE TOWN

FIND IT WHERE YOU CAN

I WILL BE THE ONE

IN THE CITY TONIGHT

JANEY NEEDS A SHOOTER

JOLE BLON

MR. OUYSIDE

NIGHT FIRE

PARTY LIGHTS

STRAY BULLET

THE MAN WHO GOT AWAY

THIS LITTLE GIRL

TIME THAT NEVER WAS

UNDER THE GUN

WHITE LIES

YOU CAN LOOK (BUT YOU BETTER NOT TOUCH) (rockabilly)

YOUR LOVE

 

The River Collection: PRIMO ASCOLTO

Springsteen-River-Box1Rispetto alla quantità di outtakes segnalate, forse avremmo potuto aspettarci più sorprese: alcuni brani li abbiamo già ascoltati dal vivo o su bootlegs o in versioni diverse in altre raccolte; di altri però conosciamo solo i titoli, alcuni dei quali citati da Clinton Heylin nel libro E Street Shuffle: The Glory Days of Bruce Springsteen & The E Street Band (insieme a quelli avvolti un po’ nel mistero di «I Will Be the One» o «Do You Want Me to Say Alright?» rimasti forse solo allo stato di bozze). In ogni caso questa nuova raccolta sarà un documento prezioso per ampliare e approfondire la nostra conoscenza nel mare magnum del repertorio springsteeniano e soprattutto per riapprezzare in pieno il sound della E Street Band, sporcato troppo spesso dalle trasmissioni via broadcast dell’epoca. Ecco ciò che emerge a un primo ascolto:

  1. “Meet Me In The City Tonight”  – E’ il classico singolo con la pura energia rock di Springsteen del 1979, con la sfrontatezza di “Out In The Street” e il fascino di “Rendezvous”. Forse si riconosce un filo di voce attuale, necessaria tuttavia (come in precedenza per The Promise) a un migliore recupero di alcune canzoni per questo volume. Fu registrata a Marzo di quell’anno al Telegraph Hill ed è emblematica del taglio che avrebbe avuto il nuovo lavoro di Springsteen: un disco rock di puro divertimento, con gioiosi sottofondi live di pubblico, mix di melodie e nuovo sound, in risposta all’ombrosità di Darkness On The Edge Of Town
  1. “The Man Who Got Away” (traccia conosciuta THE MAN WHO GOT AWAY– Pur essendo una delle prime canzoni registrate ai Power Station Studios e benché inclusa in una prima selezione di brani per l’album, sarà poi sostituita dalla title track The River e definitivamente scartata. Finora infatti non è mai stata pubblicata, neanche come traccia in successive raccolte, sebbene avrebbe meritato miglior fortuna: un energico e incalzante rock con ottimo lavoro di Garry Tallent al basso, un ritmo alla “Badlands” e una tastiera di Danny Federici alla Ian McLagan degli Small Faces in “Tin Soldier”. Il titolo potrebbe essere stato influenzato dal film “A Star Is Born” (1954) di George Cukor, in cui Judy Garland canta una canzone omonima.
  1. “Lies Little White” (traccia conosciuta WHITE LIES– Conosciuta anche come “White Lies”, anticipa un po’ il sound degli ultimi lavori di Bruce, dimostrando come  Springsteen fosse interessato già all’epoca al panorama delle canzoni pop degli anni sessanta tra le quali, “Paint It Black” dei Rolling Stones  e “Friday on My Mind ” dei Easybeats. La storia della definizione del suo testo dimostra la complessità del processo creativo alla base della scrittura di Bruce, e di come spesso anche buoni versi vengano scritti, riadattati o addirittura scartati nelle scelte definitive: la versione qui sembra riprodurre alla lettera “Mary Lou”, che a sua volta nella versione del cofanetto comprende due strofe di “Loose Ends”, registrata un mese più tardi, a metà luglio del 79. A sua volta, “Mary Lou” verrà successivamente trasformata in “Be True”!
  1. “The Time That Never Was”- Fu registrato nel giugno 1979, un giorno dopo “Stolen Car”. Il brano ha un sound che ricorda “Crying ” di Roy Orbison, ripreso da Springsteen nel suo famoso rullo di tamburi iniziale, e i cori alla Ronnie Spector. E’ una canzone malinconica sui problemi della vita quotidiana che ricorda “Breakaway”, pubblicata in The Promise.
  1. “Night Fire”(traccia conosciuta NIGHT FIRE– La versione conosciuta fino ad oggi si distingue per gli assoli acuti e tirati della chitarra. La versione di The Ties That Bind box set, si avvicina alle atmosfere notturne di “Because the Night”, un confronto legittimato dal suggestivo pianoforte iniziale e alla crescente intensità del brano. Forse sarebbe stata adatta per  Darkness: i riff di chitarra  ricordano più i sound di “Roulette” e “Restless Nights” che la gioiosità di The River. Forse, non è la migliore del boxset: la voce sovraincisa di Bruce suona un po’ stanca.
  1. “White Town”(traccia conosciuta DOWN IN WHITE TOWN– E’ una delle canzoni che i fan sognano da decenni. Probabilmente, però, avremmo sperato in una versione diversa rispetto a quella presentata nel cofanetto, che suona più simile a un sound alla Workin ‘on a Dream che a quello del gennaio 1980 (anno probabile della registrazione del brano). Ma il falsetto non lascia dubbi: si tratta di Springsteen 2015 e forse non tutti gradiranno!
  1. “Chain Lightning” (traccia conosciuta CHAIN LIGHTNING– Anche se non è molto diversa dalla versione che circola nel noto bootleg The Lost Masters è un piacere riscoprire questo canzone sensazionale, le più garage mai registrata da  Springsteen. Il suo riff verrà poi recuperato in “State Trooper”  e la  tastiera sembra anticipare  quella di “Red Right Hand” di Nick Cave. Da sottolineare la magistrale prova della E Street Band.
  1. “Party Lights”  – Un sound come quello delle Rickenbacker dei Byrds, uno Springsteen  “emblematico” (se si può dire) di quel periodo (vedi “Mary Lou” o “Take ‘Em As They Come”), in una delle canzoni meno note, ad eccezione che per la versione acustica che circolava. Gli accordi e i suoni riportano a “The Little Things (My Baby Does) da The Promise.   È interessante notare  che  fu la prima canzone registrata nelle nuove sessions, dopo la bocciatura  della prima versione dell’album. 
  1. “Paradise by the C”- Già conosciuto attraverso le performance del tour di Darkness, nonché  già pubblicato nella raccolta 1975-1985 live, nessuno forse sospettava che fosse stato anche registrato in studio. Nonostante la sua familiarità, è bellissimo ascoltare il suono perfetto e l’affiatamento della E Street Band, così come gli assoli di Clarence Clemons al sax e quelli alla chitarra di Springsteen.
  1. “Stray Bullet”- È probabilmente il pezzo forte della raccolta. Una struggete ballata come “The River” e “Point Blank” (i cui riferimenti sono abbastanza espliciti: «down by the river we made plans», «stray bullet shot my baby down»), con il magistrale piano di Roy Bittan e il suono lontano del sax di Clarence Clemons, densa ed emozionante come “Drive All Night “e coda finale che ricorda le versioni live di “Racing in the Street”.
  1. “Mr. Outside” (traccia conosciuta MR. OUTSIDE– Non conosciamo il motivo per il quale Springsteen abbia scelto di chiudere l’album con questo brano acustico alla Sam Cooke, piuttosto che con altre canzoni come l’epica “Chevrolet Deluxe” (cugina stretta di “Stray Bullet “). Forse perché in questo brano rivede una sorta di ironico autoritratto («mr. Outside / he’s just havin’ his fun / mr. Outside / he’s just looking out for no. 1») o perché altre canzoni con il tempo faranno parte della ristampa di Nebraska che, se la regola continua, è proprio dietro l’angolo.

 

by PC & H.G.B.

~ di pinkcadillacmusic su 24 novembre 2015.

Una Risposta to “Primo ascolto: Bruce Springsteen “The River’ Box Set””

  1. Superbo!

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