28 Novembre 2007 – “MAGIC” tour, Milano – Forum Assago


Accadde oggi!

20071126milano

Setlist:

  1. Radio Nowhere
  2. The Ties That Bind
  3. Lonesome Day (VIDEO)
  4. Gypsy Biker
  5. Magic (VIDEO)
  6. Reason To Believe (VIDEO)
  7. Adam Raised A Cain (VIDEO)
  8. She’s The One
  9. Livin’ In The Future
  10. The Promised Land
  11. I’ll Work For Your Love (VIDEO)
  12. Incident On 57th Street
  13. The ‘E’ Street Shuffle
  14. Devil’s Arcade
  15. The Rising
  16. Last To Die
  17. Long Walk Home
  18. Badlands (VIDEO)
  19. Girls In Their Summer Clothes
  20. 10th Avenue Freeze-Out (VIDEO)
  21. Thunder Road (VIDEO)
  22. Born To Run
  23. Dancing In The Dark
  24. American Land

Bruce Springsteen trionfa al DatchForum di Assago

setlist2007-11-28-MilanGrande entusiasmo al DatchForum di Assago, alle porte diMilano, per l’unica data italiana del tour europeo di Bruce Springsteen. Accompagnato dalla E Street Band, il musicista del New Jersey ha trionfato per l’ennesima volta, forte di un legame con il pubblico che non ha eguali nella scena rock e di una scaletta altrettanto straordinaria. Biglietti polverizzati in poche ore di prevendita e Forum stracolmo. Chissà se Springsteen si ricorda di quando, era il 1992, entrando per la prima volta nell’impianto milanese ancora vuoto per un sopralluogo pre-concerto si lasciò scappare un raggelante: “Non male, mi ricorda la palestra del mio liceo”. Sul palco ha portato la gioia di suonare con i suoi compagni di una vita e la malinconia per l’assenza di Danny Federici, rimasto a casa a combattere un maledetto melanoma. Ha cantato la rabbia per un governo in cui non si riconosce e le speranze degli americani che aspettano il ritorno a casa dei loro ragazzi mandati a combattere. Ha incarnato, per l’ennesima volta, la miglior sintesi possibile fra la presenza scenica di Elvis e la profondità di Dylan, i suoi principali punti di riferimento. E ha confermato di essere lui l’autore del Grande romanzo americano degli ultimi trent’anni, come ampiamente illustrato da Come un killer sotto il sole, l’ultimo libro di Leonardo Colombati dedicato proprio al corpus springsteeniano. “Quando suono cerco di mettermi nei panni del ragazzo che sta in quinta fila – ha raccontato una volta Springsteen – mi chiedo cosa si aspetti e cerco di identificarmi con lui”. Fedele a questa dichiarazione d’intenti, anche un cinquantottenne miliardario riesce a essere credibile pur cantando storie di delusione e sconfitta. Se The Rising era figlio dell’11 settembre, ispirato da un uomo che all’indomani dell’attacco scorse Springsteen in un parcheggio del New Jersey e gli gridò: “Hey Bruce, abbiamo bisogno di te!”, il recente Magic canta invece l’indignazione per la condotta di un governo che ha spedito in guerra una generazione di giovani americani e che fa sembrare “bugie la verità e la verità bugie”, come ha detto Springsteen in uno stentato italiano leggendo le frasi scritte su un foglio preparato in camerino. Per il resto è stato come sempre di poche parole, ma ha trovato il modo di dedicareIncident On 57th Street a Paolo Zaccagnini, l’anziano critico musicale del Messaggero che si aggirava per il Forum con la sua barba lunga sino alle ginocchia e il suo bastone, molto più rock’n’roll lui di tante canottiere sudate. Scaletta per springsteeniani doc, con recuperi dal passato remoto (The Ties That Bind), un micidiale uno-due dal forte sapore blues (Reason To Believe – Adam Raised A Cain), manifesti programmatici (The Promised Land) e classici cui nessun fan rinuncerebbe mai (Thunder Road e Born To Run su tutte). E poi la band, giusto citarne i componenti uno per uno perché Springsteen è The Boss anche grazie a loro. Nessun istrionisimo ma tanta, tanta sostanza: Little Steven e Nils Lofgren (chitarre), Clarence Clemons (sax), Roy Bittan (tastiere),Garry Tallent (basso), Max Weinberg (batteria) e l’ultimo acquisto Soozie Tyrrel(violino), oltre a Charles Giordano, già nella Seeger Sessions Band e oggi sostituto di Federici. Patti Scialfa, la moglie del capobanda, non partecipa al tour europeo ma il pubblico non ne è sembrato particolarmente dispiaciuto: da Yoko Ono a Courtney Love, la storia del rock è piena di donne che non vanno a genio ai fan dei loro mariti. Per lei, comunque, la dedica di Girls In Their Summer Clothes. Chiusura affidata ad American Land, la canzone ispirata a una poesia scritta da un minatore slovacco emigrato negli Stati Uniti, già musicata e incisa a suo tempo da Pete Seeger. Splendidi l’arrangiamento in chiave celtica, con la E Street Band a rivaleggiare con i Pogues dei tempi migliori, e il nuovo testo scritto da Springsteen, le cui parole scorrevano sui maxischermi: “I negri, gli irlandesi, gli italiani, i tedeschi e gli ebrei/hanno attraversato l’oceano, mille miglia da casa/con le pance vuote ma col fuoco nel cuore/le braccia che hanno costruito il paese che ha sempre cercato di opprimerle”. Bruce Springsteen tornerà presto in Italia per esibirsi, il prossimo 25 giugno, allo stadio di San Siro, già teatro della sua prima data italiana in assoluto (era il 1985) e di un bis nel 2003. I biglietti saranno messi in vendita a partire da mercoledì 5 dicembre.

di Maurizio Zoja

 

~ di pinkcadillacmusic su 28 novembre 2016.

2 Risposte to “28 Novembre 2007 – “MAGIC” tour, Milano – Forum Assago”

  1. c’ero!!!
    gran serata!!! anche se il palazzetto fa proprio cagare….

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  2. Sweet remembrances….

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