Addio Chuck Berry, papà del Rock and Roll


John Lennon disse “Se vuoi provare a dare un nuovo nome al Rock and Roll, puoi chiamarlo Chuck Berry”. E oggi, ahimè, Chuck se n’è andato, segnando un altro grande lutto nel mondo della musica. Da poco aveva festeggiato i suoi 90 anni, settanta dei quali passati nella musica, nel blues, nel rock, contribuendo a creare una miscela esplosiva di musica bianca e nera e che, dagli anni Cinquanta aveva dominato come autore, cantante e chitarrista. Qualche mese fa aveva detto “La mia voce è andata, i miei polmoni non funzionano più bene, non ci vedo molto. Ma voglio ancora fare musica”. E infatti si apprestava a pubblicare un nuovo album che si sarebbe chiamato semplicemente “Chuck” e avrebbe contenuto brani inediti dal 1979 dedicati  alla moglie Themetta, compagna da ben 68 anni.  Chuck Berry è stato molte cose: il primo grande narratore folk della musica giovanile, uno dei padri fondatori del Rock and Roll, una fonte di ispirazione per più generazioni di chitarristi (la rivista Rolling Stone lo ha inserito al quinto posto nella lista dei 100 migliori artisti e al settimo in quella dei 100 migliori chitarristi). Nato il 18 ottobre 1926 a Saint Louis nel Missouri, Berry da giovane aveva avuto un’adolescenza un pò turbolenta, ma grazie a Muddy Waters, era riuscito ad avere un contratto alla Chess Records che aveva segnato l’avvio alla sua carriera musicale. Maybellene, incisa nel 1955, era un riadattamento di una sua vecchia composizione, Ida Red, frutto di quella magica commistione rhythm ‘n’ blues-country che costituisce la ricetta ideale per il prodotto finale, il rock ‘n’ roll: il successo fu straordinario, ben oltre le aspettative e a questo ne seguiranno tanti altri: Roll Over Beethoven, Thirty Days, You Can’t Catch Me, School Day, Johnny B. Goode, Rock and Roll Music. I suoi testi rappresentano il primo esempio di poesia rock e raccontano storie di adolescenti in cerca di libertà e divertimento. “Era il genio, scrive il New York Times, che aveva capito cosa volevano gli adolescenti prima ancora che loro stessi lo sapessero e che ha regalato ai suoi ascoltatori più di quanto ottenessero all’epoca dai juke boxe”. I testi delle sue canzoni per la prima volta si rivolgevano a una fascia di età e a una “categoria sociale” fino ad allora ignorata: attraverso toni semplici e ironici, affrontava tematiche riguardanti la rivolta degli adolescenti rispetto agli ideali “famiglia-lavoro-e-morale” degli adulti.  Bruce Springsteen su Twitter ha scritto “Chuck Berry è stato il più grande esecutore, chitarrista, e il più puro scrittore rock and roll che ci sia mai stato”. Per il mondo della musica è oggi davvero una immensa perdita. Senza Chuck Berry non avremmo avuto la musica e in particolare il rock come lo abbiamo conosciuto e come lo amiamo. Chuck Berry ha gettato le fondamenta della musica popolare moderna ed è stato ma uno dei grandi protagonisti della rivoluzione sociale, culturale e artistica che dalla metà del secolo scorso ha cambiato la cultura occidentale, usando solo la sua chitarra e lo strumento più diretto ed efficace che c’è: il rock’n’roll.

 

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~ di pinkcadillacmusic su 19 marzo 2017.

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