E’ morto Jonathan Demme, il regista che amava il Rock e Bruce Springsteen


Bruce Springsteen con Jonathan Demme (a sinistra) e Ted Demme (a destra)

Come ha tristemente riferito il sito di Variety, il  famoso regista statunitense Jonathan Demme è morto mercoledì 26 aprile per un cancro all’esofago e complicazioni cardiache: aveva 73 anni e molti film di grande successo alle spalle come “Il silenzio degli innocenti” (1991) con cui aveva vinto il premio Oscar e “Philadelphia” (1993) per la cui colonna sonora Bruce Springsteen si era aggiudicato l’Oscar per la miglior canzone originale (“Streets of Philadelphia”).

Un grande regista che amava la musica e che aveva fatto di quest’ultima il supporto fondamentale alla sua professione. Demme stesso aveva dichiarato che il cinema era in realtà la sua seconda grande passione, ma la prima era sempre stata la musica. E allla musica rock, in particolare, Demme aveva sempre rivolto la sua massima attenzione, girando numerosi documentari e videoclip su grandi artisti della scena contemporanea come “Stop making sense”, il film-concerto dedicato ai Talking Heads, i diversi lavori con Neil Young, tra cui “Heart of gold”,  il documentario Justin Timberlake + the Tennessee Kids su Justin Timberlake, quello sul nostro Enzo Avitabile intitolato Enzo Avitabile Music Life e i video per i brani di Springsteen Streets of Philadelphia (1993),  If I Should Fall Behind (1999) e Murder Incorporated (1995). In quest’ultimo, al Tramps di New York  Demme dirige Bruce e la E Street Band (priva di Steve) per le riprese del video che serviranno a promuovere il Greatest Hits. Vi furono diverse takes di Murder Incorporated (una delle quali verrà in seguito pubblicata sul CD singolo di Hungry Heart) oltre a molte canzoni dal vivo che Bruce eseguì prima, durante e dopo le riprese filmate. [N.B.: Forse Demme girò anche un video (tuttavia mai pubblicato) di American Skin (41 Shots) durante il soundcheck  dello show del 26 giugno 2000 a New York].

La musica per Demme non era solo un espediente scenico, uno strumento di montaggio, un mezzo per creare ambientazioni e atmosfere. Per Demme la musica era una parte imprescindibile del copione stesso, un mezzo espressivo per i personaggi, uno strumento per comunicare qualcosa enfatizzandone interpretazione, pathos e intensità. Una fra tutte, la straordinaria scena nel film Philadelphia in cui Andrew Beckett (Tom Hanks) e il suo avvocato (Denzel Washington) discutono del processo con un brano della Callas in sottofondo, con musica e macchina da presa che vorticano intorno al protagonista amplificando drammaticità ed empatia.  E’ questo sempre il motivo principale che ha spinto Demme, sempre per Philadelphia, a rivolgersi a Springsteen per la colonna sonora del film: i versi del brano che ne uscirà catturano la paura, la solitudine e l’isolamento che nel film vive Andy, vittima dell’AIDS, ma anche dell’omofobia e dei pregiudizi. Il suo coinvolgimento nel film, dunque, oltre a garantire un supporto musicale alla pellicola di elevato livello artistico, è stato efficacemente funzionale al coinvolgimento psicologico del pubblico, contribuendo ad avvicinarlo a tematiche difficili e ancora scomode da elaborare. Scritto di getto, Streets of Philadelphia era pronto prima ancora che venisse ultimata la sceneggiatura del film. Pur senza riferimenti espliciti alla condizione di chi è affetto dall’HIV, la canzone esprime nello stile della scrittura di Springsteen, la sofferenza, la discriminazione e la disperazione “offrendo diverse chiavi di lettura – come dichiarerà Bruce- del tormento spirituale che può essere in ognuno di noi ma anche della speranza”. Durante l’assegnazione a Streets of  Philadelphia dell’Oscar “for Best Original Song” alla 66ª edizione della cerimonia, tenutasi il 21 marzo 1994 al Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles, Bruce nel suo discorso di ringraziamento dichiarerà: «Voglio solo dire grazie, Jonathan per avermi voluto nel film; sono contento che la mia canzone abbia contribuito alla diffusione dei suoi ideali e alla loro accettazione». (Cfr. Paola Jappelli, Gianni Scognamiglio, Like A Vision. Bruce Springsteen e il Cinema, Napoli 2015)

Nel più recente Ricki and the Flash (titolo italiano Dove Eravamo Rimasti) del 2015, Demme ha realizzato un altro geniale connubio tra musica e cinema: una mamma sregolata, interpretata da una straordinaria Meryl Streep,  che ha badato più alla sua carriera di musicista che alla figlia,  si farà perdonare da quest’ultima durante il suo matrimonio cantando – tra un pubblico inizialmente freddo, poi man mano scatenato- il pezzo di Bruce Springsteen My Love Will Not Let You Down, con il quale riesce finalmente ad esprimere quello che non era mai riuscita a rivelarle.

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~ di pinkcadillacmusic su 26 aprile 2017.

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