Eventi Napoli: 17 Giugno – John Strada & The Wild Innocents


Il 17 giugno vede in programma un grande evento: John Strada & The Wild Innocents ci proporranno una serata carica di rock ed energia. John e tutta la band hanno cavalcato tanti palchi italiani, inglesi, americani per trasmettere quello che fino ad ora solo il rock/pop USA/UK hanno saputo fare. Difficile riassumere i dieci anni in poche righe: tanta gavetta, tanta passione, tanta competenza– che dai primi lavori degli anni 90 si è andata arricchendo nel tempo con le esperienze maturate in seno alla scena musicale newyorkese- per un rock che riesce ancora ad emozionare. I suoi live sono una miscela dello spirito rock più viscerale e il calore del Soul più intenso. In sintesi: un evento da non perdere!

Se in posti come Nashville è da un secolo che suonano musica country, nessuno potrà aver da ridire se sulla SS9, la via Emilia, sono decadi che si suona il rock romantico di stampo springsteeniano. John Strada (alias Gianni Govoni) sulla via Emilia è una leggenda da molti anni e parecchi dischi. Nato al crocicchio fra le province di Bologna, Ferrara e Modena, recita la sua biografia.

Ma nulla di quello che avevamo ascoltato finora ci poteva preparare a Mongrel, il disco in inglese di John Strada & the Wild Innocents. Non c’è solo passione, nelle quindici tracce del CD. Ci sono belle canzoni, c’è ritmo, c’è entusiasmo, c’è danza, c’è groove. Ci sono brani sofisticati, grandi arrangiamenti, archi, l’organo ed il piano di Daniele De Rosa, la chitarra solista di Dave Pola, ci sono ballate, canzoni di Natale, danze folk, gioia di vivere.
Mongrel è uno dei più bei dischi di rock italiano anglofono (di Little Italy) che mi sia mai capitato di ascoltare. Realizzato in modo perfetto, senza nessun provincialismo e nessun complesso di inferiorità nei confronti degli originali. Mongrel è il Van Morrison della via Emilia, è lo E Street Shuffle della Pianura Padana. L’entusiasmo che mi trasmette ascoltarlo mi riporta ai tempi in cui tenevo la cassetta dei Rockin’ Chairs sullo stereo dell’auto.

Ascoltate il ritmo di Who’s Gonna Drive e He Was Magical, la dolcezza a la Pogues di Christmas In Magreb, l’atmosfera di Walking On Quicksand… la springsteeniana You’ve Killed My Heroes (ne facesse ancora il Boss canzoni così), la gioiosa danza di In The Fog. Non c’è un riempitivo.

Probabilmente il miglior disco italiano di quest’anno (e del New Jersey del decennio).

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~ di pinkcadillacmusic su 16 giugno 2017.

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