Battuto all’asta un manoscritto di “Born To Run” di Bruce Springsteen


 

“Testo autografo manoscritto, 1 pagina (8 1/2 x 11 pollici., 216 x 280 mm), singolo foglio di carta da lettere a righe, comprendente 30 righe scritte in inchiostro blu, bozza del testo di “Born to Run”, con apice e notazioni marginali. In buone condizioni”. Così l’inno di quell’America in cui noi tramps ancora crediamo è stato nuovamente messo all’asta on line di Sotheby’s del 18-28 giugno. Valutato tra i 200.000 e i 300.000 dollari, è stato battuto alla modica cifra di 250.000 dollari, ben 53.000 dollari in più rispetto a quando nel 2013 venne acquistato per essere esposto alla David M. Rubenstein Rare Book & Manuscript Library presso la Duke University.  L’asta includeva anche altri due manoscritti musicali Springsteen – quello per “Thunder Road” (1975), valutato da $ 8.000 a $ 12.000, e quello per “Darkness on the Edge of Town” (1977-78), stimato tra $ 30.000 e $ 50.000. Ne è stata data notizia da Midori Tanaka, portavoce della società Sotheby’s Fine Books & Manuscripts ma l’identità dell’acquirente ovviamente non è stata divulgata.

Rilasciato dalla Columbia Records il 13 agosto 1975, “Born to Run” raggiunse il terzo posto nella Billboard 200 e si tratta probabilmente della canzone più iconica di Bruce Springsteen e ha dato anche il titolo alla sua autobiografia best seller del 2016.

All’inizio del 1974, il ventiseienne Bruce Springsteen nella sua piccola casa a West Long Branch, nel New Jersey, lavorava al suo terzo album sotto l’occhio vigile dei dirigenti discografici. Sulla scia della deludente performance commerciale dei suoi primi due album, “Greetings from Ashbury Park” (1973) e “The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle” (1973), molti nell’industria musicale lo avevano scritto come un fenomeno locale, un artista che aveva costruito un piccolo seguito sulla costa orientale, ma che non sarebbe mai riuscito a penetrare nel mainstream. Nonostante le pesanti pressioni costruite intorno a lui, è stato qui che Springsteen avrebbe realizzato il suo album rivoluzionario, ‘Born to Run’.

Il processo di scrittura per il terzo album, come è noto, fu estenuante, e leggendari i tempi di definizione della sua titletrack. Riflettendo sul disco negli anni successivi, Springsteen osserverà “La musica è stata composta molto, molto meticolosamente e altrettanto i testi. La quantità di tempo speso per affinare i testi fu enorme.” Con l’obiettivo di catturare un pubblico più ampio, Springsteen iniziò a utilizzare uno stile più conciso rispetto ai lunghi e complessi affreschi metropolitani formalizzatisi dei suoi primi due album. Durante questo processo, cercò l’ispirazione immergendosi nel rock and roll degli anni Cinquanta e Sessanta: Roy Orbison, Phil Spector e Bob Dylan, solo per citarne alcuni. Le sue aspirazioni erano grandiose come i musicisti da cui traeva ispirazione: “Volevo creare un disco che suonasse come l’ultimo disco sulla Terra, come l’ultimo disco che potreste sentire … l’ultimo che avreste mai avuto bisogno di sentire. Un suono glorioso … poi l’apocalisse. Da Elvis arrivò la spinta fisica del suo sound; da Dylan, naturalmente, le immagini e l’idea di non scrivere di SOMETHING ma di scrivere di TUTTO.” ” Born to Run” prese avvio da un riff di chitarra, e ci vollero circa 6 mesi per maturare nella canzone cinematografica che conosciamo oggi  tra moltitudini di versioni, prove e rielaborazioni.

Il primo singolo fu trasmesso alla radio verso la fine del 1974, quando l’allora manager di Springsteen, Mike Appel, rilasciò un cut di “Born to Run” a una piccola selezione di disc jockey, che suscitò grande interesse da parte di giovani ascoltatori e stazioni radio più grandi. Nella sua prima versione limitata, “Born to Run” ebbe inizialmente successo nelle città della working class come Philadelphia e Cleveland, dove la domanda fu così grande che i DJ lo trasmettevano più volte al giorno. La descrizione lirica di Springsteen degli innamorati sfortunati che lottavano per conciliare la loro realtà con i loro sogni riecheggiava nel contesto del clima politico di metà degli anni ’70, caratterizzato da ambizioni e frustrazioni, shock economici e culturali, tra cui la disoccupazione diffusa e l’inflazione altissima.

“Born to Run” era il prodotto di un periodo complicato nella storia americana: gli anni ’70 sono stati spesso pensati come un’epoca caratterizzata da compiacimento e narcisismo, ma è stata anche quella che ha dato origine a significativi cambiamenti sociali, culturali e politici. Nel mezzo di questi radicali cambiamenti culturali e paralisi economica, pervadeva un’aria di incertezza. Springsteen non era il tipo da evadere dalla complessità della vita americana: “Il paese non sembrava più un luogo innocente … Dread – la sensazione che le cose non funzionassero, che il terreno morale fosse stato spazzato via da sotto noi … eravamo nell’aria, questa era la nuova terra del paese, e se dovevo mettere i miei personaggi su quell’autostrada, dovevo mettere tutte queste cose in macchina con loro.”

Il manoscritto in questione di “Born to Run” è uno dei soli due identificati che includono i versi più noti della canzone. Questa versione in particolare esprime forse quell’oscurità che caratterizza le prime bozze, ma ha la particolarità di un chorus quasi perfetto che – buttato giù qui forse per la prima volta- suona già come uno dei più potenti messaggi di Springsteen: “This town’ll rip the (out your) bones from your back / it’s a suicide trap (rap) (it’s a trap to catch the young) your dead unless / you get out (we got to) while your [sic] young so (come on! / with) take my hand cause tramps / like us baby we were born to run” (versi 9 – 13).

La maggior parte dei versi sono apparentemente inediti e non corrispondono a quelli registrati, ma gli stessi furono rielaborati Springsteen  per produrre quella che sarebbe diventata la versione definitiva e registrata. Inconfondibile è la menzione del Palace (verso2),  ribadita con” beyond the Palace hemi-powered drones scream down the boulevard” e le parole “everlasting or never ending / kiss” (versi 20 – 21) e “angels in an everlasting kiss (fix)” (verso 27), trasformate in  “I wanna die with you Wendy on the streets tonight in an everlasting kiss.”  È evidente la rielaborazione di altri passaggi: “they live in fury chasin the bad / kind of (fools) glory down a killers highway into / (mainlined into) the sun” (versi 7 – 8) è diventato “the highways jammed with broken heroes on a last chance power drive,” e  “I looked out cross the hood and saw / the highway buckle neath the wheels / of a (my) gold Chevy 6” (versi 14 – 16) è cambiato in “chrome wheeled, fuel injected and stepping out over the line.” Questo manoscritto documenta dunque l’evoluzione lirica di una delle canzoni rock che meglio rappresenta l’ideologia americana, fatta di evasione, ottimismo, ribellione e promesse per il futuro: sei mesi di durissimo lavoro, concretizzatisi in quattro minuti e mezzo di poesia e musica, che ad oggi rimane uno dei brani più amati di Springsteen, uno dei punti fermi da più di quarant’anni delle sue leggendarie performance live e una delle più grandi canzoni rock di tutti i tempi.

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~ di pinkcadillacmusic su 3 luglio 2018.

Una Risposta to “Battuto all’asta un manoscritto di “Born To Run” di Bruce Springsteen”

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