Bruce Springsteen: Happy New Album 2019


CREDIT: DANNY CLINCH FOR VARIETY

Eccoci a inaugurare un nuovo anno che – springsteenianamente parlando- speriamo si riveli ricco e promettente come quello che abbiamo appena salutato. Sì, perché se è vero che lo scorso anno non ha portato “fisicamente” Bruce a casa nostra (e due anni senza il Boss è una grande sfida alla nostra ansia e alla nostra impazienza), è anche vero che non siamo certo rimasti a bocca asciutta. Anzi. E non parliamo ovviamente della pubblicazione della sua seconda Album Collection – dedicata agli anni che vanno dal 1987 al 1996-, di quella dozzina di live storici comparsi, come promesso, il primo venerdì di ogni mese; i concerti di No Nukes 1979 come regalo di Natale; della sua playlist di rarità e b-sides -pubblicate tra il 1978 e il 2010 su 9 diversi EP – su Spotify che forse, per un artista quasi settantenne, basterebbero per accontentare e zittire anche i fans più ingordi. Ma parliamo di qualcosa che, anche se il profeta non è andato alla montagna, ha portato noi alla vetta più alta della sua esperienza artistica e umana e, contemporaneamente, alla sfera più intima della sua storia personale. Quando pensavamo di aver vissuto le più forti delle emozioni legate ai suoi indimenticabili live, ecco che Bruce ci ha ancora una volta spiazzato e, “con un trucco magico”, ha tirato un nuovo coniglio fuori dal cappello, qualcosa a cui mai nessun fan di qualsiasi altro artista abbia mai sperato di poter assistere; qualcosa che, basti dire, ha meritato lo “Special Tony Award” 2018, oltre a fiumi di celebrazioni e recensioni esaltanti. E l’anno si è chiuso proprio all’insegna di “Springsteen on Broadway”, con l’uscita dell’album-documento del primo “lavoro serio della sua vita” e del film su Netflix che abbiamo già consumato mille volte, in un clima di religioso silenzio prenatalizio. Ma soprattutto il 2018 ci ha regalato un’inusuale quotidianità con Bruce – scandita dalla moltitudine di ricordi, commenti, autografi e soprattutto, immagini  regalate ai fans sotto l’insegna luminosa del Walter Kerr- che adesso per un po’ (ma speriamo per poco) ci mancherà.

Ma ora concentriamoci sul nuovo anno, che di sicuro segnerà, come ha dichiarato Springsteen, l’uscita di un nuovo album in realtà già pronto da tempo ma, pare, finalmente prossimo al confezionamento definitivo. Una prima indiscrezione sul nuovo lavoro era trapelata dallo storico collaboratore Ron Aniello (in un’intervista rilasciata ad Andy Greene di “Rolling Stone” addirittura nel 2014) che paragonava Bruce ad Aaron Copland, il massimo compositore americano di musica classica del Novecento, e descriveva sensazioni che “spaziavano in panorami di grande ampiezza”. E in modo analogo si esprimeva Jon Landau, all’indomani del The River Tour del 2016 a proposito di un lavoro pronto nel cassetto, descrivendolo come “un disco solista ma non acustico […], un album ampio e molto ricco: uno degli sforzi più creativi di Bruce”.

Poi a fare chiarezza è intervenuto proprio Bruce, in più riprese e in più interviste (da quella rilasciata a “Variety” nel 2017 a quella al Sunday Times agli inizi di dicembre), a svelarci qualche altro dettaglio che ha alimentato le nostre aspettative e la nostra curiosità. Dunque, a tutt’oggi e facendo un collage delle sue dichiarazioni sappiamo che “si tratta di un album sostanzialmente cantautorale, che – come Tunnnel of Love e Devils & Dust– seppur con le dovute differenze, sarà incernierato sul rapporto degli uomini”. I brani che costituiscono l’ossatura dell’album risalgono al periodo in cui ha scritto “Wrecking Ball” del 2012. “In realtà- ha affermato il Boss- si tratta di un disco influenzato dalla musica pop del sud California degli anni ’70. Glen Campbell, Jimmy Webb, Burt Bacharach – questo genere di musica […]. Non so se la gente sentirà queste influenze, ma era quello che avevo in mente. Mi hanno fornito una costante spirazione”.

L’album, dunque, è pronto e “sta solo aspettando il momento giusto per uscire…tanto la buona musica non passa”.  Ma il 2019, come ha rassicurato recentemente Bruce, sarà senz’altro il momento buono.

 

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~ di pinkcadillacmusic su 1 gennaio 2019.

3 Risposte to “Bruce Springsteen: Happy New Album 2019”

  1. […] via Bruce Springsteen: Happy New Album 2019 […]

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  2. L’ha ribloggato su Paul's blog.

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